lunedì 15 dicembre 2014

"Credito dalle Banche? MISSION POSSIBLE" - 9 strategie per ottenere soldi dalle banche. Nonostante i tempi duri.

Riporto un articolo molto interessante scritto da Tiziana Tripepie pubblicato sul mensile "Millionaire" del mese di dicembre 2014 (pg 52).

"Credito dalle Banche? MISSION POSSIBLE" - 9 strategie per ottenere soldi dalle banche. Nonostante i tempi duri.

1) LE BANCHE NON DANNO PIU' SOLDI: DI CHI E' LA COLPA?
E' sempre più difficile per le imprese, soprattutto di piccole dimensioni, ottenere credito dalle banche. I numeri lo confermano: a luglio 2014 la Banca d'Italia ha registrato una contrazione dei prestiti del 3,9% rispetto a luglio dell'anno precedente (significa che sono calati di 11,3 miliardi di euro). E la Confcommercio rivela, per le imprese del terziario, che le imprese effettivamente finanziate sono sono solo il 4%. "La contrazione del credito si è determinata non solo perché si è abbattuta sulla ns economia una crisi senza precedenti, ma anche perché è andato in crisi il modello tradizionale di relazione tra banca e impresa" spiega Antonio Lafiosca (Borsadelcredito.it)

2) METTITI NEI PANNI DI UNA BANCA: RENDITI AFFIDABILE
Poniamoci dal punto di vista delle banche: perchè dovrebbero farci credito? Le banche prestano soldi per riaverli indietro guadagnandoci. Ma i dati sulle neoaziende dicono che l'80-85% delle startup non raggiunge i primi tre-cinque anni di vita (fonte Italia Startup). Un'azienda giovane per una banca è troppo rischiosa. Occorre attrezzarsi per rendersi affidabili.

3) INVESTI IL TUO CAPITALE DI RISCHIO
"Mai dire a una banca: "Ho bisogno di 30 mila euro: me li dai tutti tu?" Spiega Lafiosca. Una cifra compresa tra 20 e 40% del capitale iniziale deve essere costituita dal da capitale di rischio, capitale cioè che l'imprenditore o i suoi soci sono disposti a investire di tasca loro. La banca deve vedere che anche l'imprenditore ci crede e fa un piccolo sforzo per la sua impresa. Se non hai capitali cerca soci.

4) SFRUTTA AL MEGLIO LE TECNOLOGIE DIGITALI
"Un numero sempre maggiore di banche valuta le aziende sulla base dei dati che che trova online" continua Lafiosca. "Anche chi ha un'attività tradizionale (artigiani, bar, ristoranti) deve essere presente sul web: costruire un sito, una pagina facebook, un profilo twitter o su tripadvisor. E' successo che si sia deciso di non finanziare un ristorante perché  non appariva su google maps.

5) SEI UNA STARTUP? PREPARA UN BUSINESS PLAN
"Molti pensano che fare impresa significhi solo avere un'idea e demandano gli aspetti quantitativi del loro business al commercialista" continua Lafiosca. "Non sanno dirti quanto fattura la loro impresa, o quali costi dovrà sopportare. Fondamentale invece, in vista di un incontro con una banca, preparare un piano aziendale che contenga: 1) profilo dell'imprenditore e sue esperienze, 2) un'analisi di mercato, che spieghi perché voglio intraprendere  in questo settore e quali sono le prospettive, 3) un'idea dei costi e ricavi che penso di ottenere.

6) SEI UN'AZIENDA GIA' AVVIATA? SPIEGA COSA VUOI FARE CON I SOLDI
Se a richiedere credito è un'azienda matura, è fondamentale che esponga alle banche come intende utilizzare i soldi: se vuole destinarli a investimenti, dovrà sottolineare che serviranno per la crescita dell'azienda, supportando la richiesta con preventivi di acquisto.

7) INFORMATI SUL TIPO DI PRESTITO
Non occorre conoscere i tecnicismi, ma essere informati sulle varie forme di credito può dare una chance in più all'imprenditore. Quali sono le principali?
- finanziamento
- fido
- fido per anticipo fatture
- mutuo ipotecario

8) LE GARANZIE? SERVONO MA…
"Le garanzie sono elementi accessori di un finanziamento. Aiutano quando la fattibilità è al limite, ma la banca valuta prima di tutto il progetto d'impresa, che dimostri la capacità di rimborso del finanziamento" chiarisce Lafiosca. Le garanzie possono provenire dal proprio patrimonio, come nel caso di ipoteca di immobili, terreni e fideiussioni oppure da soggetti esterni: lo Stato (tramite il Fondo Nazionale di garanzia) o gli organismi consortili come Confidi. Si ha la possibilità di accedere al Fondo Nazionale di garanzia solo dopo che la banca ha deciso di erogare il finanziamento.

9) DOCUMENTI IN ORDINE

"Uno degli indicatori per valutare l'affidabilità di un'azienda è il grado di precisione con cui sono tenuti tutti i documenti: bilanci, dichiarazioni fiscali, visure camerali, fatturazioni, stato delle esposizioni bancarie. Una documentazione ordinata e aggiornata è un buon biglietto da visita" conclude Lafiosca

Borsa del Credito.it

Un portale molto interessante dove ottenere informazioni e strumenti per finanziare la propria azienda, sia essa già avviata che una start up. Dal sito è possibile scaricare gratuitamente un e-book dal titolo "Merito Credito"; più che un semplice libro, un manuale da seguire per ottenere credito dalle banche.

La procedura di finanziamento si divide in 4 parti principali:
1) INDICA LE TUE ESIGENZE: Scegli l’importo di cui hai bisogno e indica le caratteristiche principali della tua azienda con il pratico menù a tendina. Otterrai subito una vetrina con le migliori opportunità di credito presenti sul nostro portale
2) RICHIEDI LA FATTIBILITA': Verifica le possibilità di accesso a queste opportunità richiedendone la fattibilità, gratis e senza impegno. Basta compilare un semplice form dove inserire i dati della tua azienda e inoltrare la richiesta.
3) VALUTA LE OFFERTE: Nella tua pagina personale potrai consultare le soluzioni di credito più adatte alla tua impresa. Dettaglia la richiesta compilando il questionario e allegando la documentazione necessaria: in questo modo avrai gratuitamente a disposizione un consulente che ti guiderà nella finalizzazione della richiesta.
4) SCEGLI LA TUA SOLUZIONE: Nella tua pagina personale troverai una lista delle migliori soluzioni di credito proposte dalle banche,selezionate in base alle tue esigenze. Non dovrai fare altro che consultare le schede informativeselezionare l’offerta più adatta e inoltrare la tua richiesta. BorsadelCredito.it ti accompagnerà negli ulteriori e semplici passaggi, fino all'erogazione del credito da parte delle banche.

Per maggiori informazioni e approfondimenti visita il sito:


accordo tra UBI BANCA e ASSOFRANCHISING

UBI Banca ha siglato un importante accordo di collaborazione commerciale con Assofranchising per lo sviluppo della realtà del franchising. UBI incontra i Franchisor aderenti ad Assofranchising proponendosi in particolare di diventare partner finanziario di riferimento per i propri Franchisee. I Franchisor aderenti ad Assofranchising iniziano a segnalare ad UBI Banca opportunità di contatto relative sia ad iniziative start-up che a punti già operativi, opportunità che verranno prontamente indirizzate alla Banca del gruppo UBI territorialmente competente.
La convenzione si struttura sostanzialmente in due componenti:
1) CREDITO - per le esigenze di finanziamento del capitale circolante e per la copertura degli investimenti strutturali
2) SERVIZI - conto corrente e servizi accessori per l'operatività quotidiana

Come reperire le informazioni necessarie? Dal sito di UBI Banca non è facile trovare queste informazioni. Consiglio pertanto il seguente percorso:

1) andare sul sito ufficiale di Assofranchising
2) sezione "Finanziamenti"
3) scorrere fino a trovare "UBI Banca", qui si possono trovare due link che rimandano al sito della Banca: uno dedicato ai Franchisor ed uno per i Franchisee.

Dante D'Alfonso

ottobre 2014

Credito dalle banche? oggi si può - Il caso UBI Banca

"Le banche non danno soldi...". Quante volte abbiamo sentito questa affermazione. Ma è veramente così? In parte è vero soprattutto negli ultimi anni, quando la "crisi" ha reso più rischiosa la remunerazione del capitale prestato. Dall'altra parte però c'è anche una certa superficialità poca professionalità nel porsi verso gli Istituti di Credito da parte di neo-imprenditori. 
Nel mese di settembre ho partecipato ad una tappa dell'Assofranchising tour (in collaborazione con le Confcommercio) che ha toccato le maggiori città italiane.  Nella tappa di Ancona, è stato presentato l'accordo che Assofranchising ha stipulato con "UBI Banca" sia per i "franchisor" che per i "franchisee". "Un accordo che da speranza per il futuro che riporta la banca al servizio delle imprese. La Banca che torna a fare la Banca" ha detto il Dott. Massimo Bellagamba (Direzione Commerciale Banca Popolare di Ancona)
Ma vediamo la cosa dal punto di vista pratico e come queste "belle parole" possono concretizzarsi. Prima di addentrarci nell'aspetto tecnico di "UBI Banca" è bene capire quale strategia adottare per ottenere credito dalle banche, nonostante il periodo di crisi.

A questo punto riporto un articolo molto interessante scritto da Tiziana Tripepi e pubblicato sul mensile "Millionaire" del mese di dicembre 2014 (pg 52).

"Credito dalle Banche? MISSION POSSIBLE" - 9 strategie per ottenere soldi dalle banche. Nonostante i tempi duri.

1) LE BANCHE NON DANNO PIU' SOLDI: DI CHI E' LA COLPA?
E' sempre più difficile per le imprese, soprattutto di piccole dimensioni, ottenere credito dalle banche. I numeri lo confermano: a luglio 2014 la Banca d'Italia ha registrato una contrazione dei prestiti del 3,9% rispetto a luglio dell'anno precedente (significa che sono calati di 11,3 miliardi di euro). E la Confcommercio rivela, per le imprese del terziario, che le imprese effettivamente finanziate sono sono solo il 4%. "La contrazione del credito si è determinata non solo perché si è abbattuta sulla ns economia una crisi senza precedenti, ma anche perché è andato in crisi il modello tradizionale di relazione tra banca e impresa" spiega Antonio Lafiosca (Borsadelcredito.it)

2) METTITI NEI PANNI DI UNA BANCA: RENDITI AFFIDABILE
Poniamoci dal punto di vista delle banche: perchè dovrebbero farci credito? Le banche prestano soldi per riaverli indietro guadagnandoci. Ma i dati sulle neoaziende dicono che l'80-85% delle startup non raggiunge i primi tre-cinque anni di vita (fonte Italia Startup). Un'azienda giovane per una banca è troppo rischiosa. Occorre attrezzarsi per rendersi affidabili.

3) INVESTI IL TUO CAPITALE DI RISCHIO
"Mai dire a una banca: "Ho bisogno di 30 mila euro: me li dai tutti tu?" Spiega Lafiosca. Una cifra compresa tra 20 e 40% del capitale iniziale deve essere costituita dal da capitale di rischio, capitale cioè che l'imprenditore o i suoi soci sono disposti a investire di tasca loro. La banca deve vedere che anche l'imprenditore ci crede e fa un piccolo sforzo per la sua impresa. Se non hai capitali cerca soci.

4) SFRUTTA AL MEGLIO LE TECNOLOGIE DIGITALI
"Un numero sempre maggiore di banche valuta le aziende sulla base dei dati che che trova online" continua Lafiosca. "Anche chi ha un'attività tradizionale (artigiani, bar, ristoranti) deve essere presente sul web: costruire un sito, una pagina facebook, un profilo twitter o su tripadvisor. E' successo che si sia deciso di non finanziare un ristorante perché  non appariva su google maps.

5) SEI UNA STARTUP? PREPARA UN BUSINESS PLAN
"Molti pensano che fare impresa significhi solo avere un'idea e demandano gli aspetti quantitativi del loro business al commercialista" continua Lafiosca. "Non sanno dirti quanto fattura la loro impresa, o quali costi dovrà sopportare. Fondamentale invece, in vista di un incontro con una banca, preparare un piano aziendale che contenga: 1) profilo dell'imprenditore e sue esperienze, 2) un'analisi di mercato, che spieghi perché voglio intraprendere  in questo settore e quali sono le prospettive, 3) un'idea dei costi e ricavi che penso di ottenere.

6) SEI UN'AZIENDA GIA' AVVIATA? SPIEGA COSA VUOI FARE CON I SOLDI
Se a richiedere credito è un'azienda matura, è fondamentale che esponga alle banche come intende utilizzare i soldi: se vuole destinarli a investimenti, dovrà sottolineare che serviranno per la crescita dell'azienda, supportando la richiesta con preventivi di acquisto.

7) INFORMATI SUL TIPO DI PRESTITO
Non occorre conoscere i tecnicismi, ma essere informati sulle varie forme di credito può dare una chance in più all'imprenditore. Quali sono le principali?
- finanziamento
- fido
- fido per anticipo fatture
- mutuo ipotecario

8) LE GARANZIE? SERVONO MA…
"Le garanzie sono elementi accessori di un finanziamento. Aiutano quando la fattibilità è al limite, ma la banca valuta prima di tutto il progetto d'impresa, che dimostri la capacità di rimborso del finanziamento" chiarisce Lafiosca. Le garanzie possono provenire dal proprio patrimonio, come nel caso di ipoteca di immobili, terreni e fideiussioni oppure da soggetti esterni: lo Stato (tramite il Fondo Nazionale di garanzia) o gli organismi consortili come Confidi. Si ha la possibilità di accedere al Fondo Nazionale di garanzia solo dopo che la banca ha deciso di erogare il finanziamento.

9) DOCUMENTI IN ORDINE
"Uno degli indicatori per valutare l'affidabilità di un'azienda è il grado di precisione con cui sono tenuti tutti i documenti: bilanci, dichiarazioni fiscali, visure camerali, fatturazioni, stato delle esposizioni bancarie. Una documentazione ordinata e aggiornata è un buon biglietto da visita" conclude Lafiosca


Veniamo ora all'accordo tra UBI BANCA e ASSOFRANCHISING
UBI Banca ha siglato un importante accordo di collaborazione commerciale con Assofranchising per lo sviluppo della realtà del franchising. UBI incontra i Franchisor aderenti ad Assofranchising proponendosi in particolare di diventare partner finanziario di riferimento per i propri Franchisee. I Franchisor aderenti ad Assofranchising iniziano a segnalare ad UBI Banca opportunità di contatto relative sia ad iniziative start-up che a punti già operativi, opportunità che verranno prontamente indirizzate alla Banca del gruppo UBI territorialmente competente.
La convenzione si struttura sostanzialmente in due componenti:
1) CREDITO - per le esigenze di finanziamento del capitale circolante e per la copertura degli investimenti strutturali
2) SERVIZI - conto corrente e servizi accessori per l'operatività quotidiana

Come reperire le informazioni necessarie? Dal sito di UBI Banca non è facile trovare queste informazioni. Consiglio pertanto il seguente percorso:

1) andare sul sito ufficiale di Assofranchising
2) sezione "Finanziamenti"
3) scorrere fino a trovare "UBI Banca", qui si possono trovare due link che rimandano al sito della Banca: uno dedicato ai Franchisor ed uno per i Franchisee.

Dante D'Alfonso

giovedì 11 dicembre 2014

"Ci Gusta!" alla conquista dell'Oriente - Comunicato Stampa - 11.12.2014


Happy Time Solutions Srl (società proprietaria del marchio ci gusta!) e Nina Food Ltd hanno firmato oggi un contratto di Master Franchising per lo sviluppo del Brand ci gusta! in Cina, Hong Kong e Macao.
L’accordo prevede l’apertura di 300 punti vendita a marchio ci gusta! nel periodo 2015 – 2024 e fa seguito all’apertura di un primo negozio pilota ci gusta! a Shenzhen nel 2013.
“Siamo entusiasti di accordo che ci vedrà crescere con numeri importanti in Cina, Hong Kong e Macao” afferma Dario Rabboni, fondatore e CEO di Happy Time Solutions. “Quanto abbiamo imparato durante l’anno di attività dell’unità pilota ci indice a credere che ci sia oggi in Cina un potenziale di sviluppo straordinario per i buoni prodotti alimentari italiani e grazie a questo accordo con un importante partner locale da oggi siamo preparati per cogliere nel migliore dei modi questa opportunità”.
“Vivo ormai da molti anni tra Cina ed Italia” aggiunge Yang Yang, CEO di Nina Food Ltd “e sono convintissimo che ci gusta! sia il brand ideale per portare e sviluppare in Cina una proposta di ristorazione tipicamente italiana che riscuoterà un grande successo tra il pubblico cinese. Con la mia squadra siamo molto entusiasti di questo accordo e non vendiamo l’ora di dedicarci con grande energia a questo nuovo progetto, già a partire dalle prossime 3 aperture previste a breve”.
“Siamo presenti in 20 Nazioni con 45 negozi” aggiunge Massimo Barbieri, Retail & Franchising Director di ci gusta! “e credo che ricorderemo il 2014 per due motivi principali: come l’anno in cui abbiamo consolidato la struttura (dai 32 punti vendita di fine 2013) e, grazie alla firma di questo accordo, come l’anno che permetterà al nostro sviluppo internazionale di cambiare marcia. Per questo, stiamo lavorando per trovare importanti partner che possano diventare nostri Master Franchisee nei molti mercati ancora scoperti che intendiamo raggiungere”.
Le prossime 3 aperture di ci gusta! in Cina sono previste entro la fine di Febbraio, a Shanghai (2), ed a Cixi Binhu. Nina Food Ltd è interamente controllata da Shanghai Nina Food Ltd, azienda quotata al Shanghai Equities Exchange.

sito internet: http://cigusta.com/

Per ulteriori informazioni contattare: 
Dott.ssa Rachele Soliani 
r.soliani@cigusta.com; 
+39 0522 394 430 

PRESS RELEASE
Happy Time Solutions Srl, owner of the trademark ci gusta!, and Nina Food Ltd. today signed a Master Franchising Agreement for the launch of the ci gusta! brand in China, Hong Kong and Macao.
According to the agreement, Nina Foods Ltd. will launch 300 ci gusta! stores between 2015- 2024. The success of the first ci gusta! pilot shop in Shenzhen, which opened in 2013, has been critical in the development of this new partnership – laying the groundwork for a strong commitment to the Asian market.
"We are very excited about our partnership with Nina Food Ltd. The agreement will allow us to grow significantly in China, Hong Kong and Macao," said Mr. Dario Rabboni, founder and CEO of Happy Time Solutions. "The experience we gained from the pilot store has provided the confidence needed to embark on this new endeavor and bring about a successful future. We believe that today in China there is a tremendous opportunity for good Italian food to thrive via the ci gusta! brand. Thanks to this agreement with a local and knowledgeable partner, we are now prepared to seize this opportunity in the best way possible".
"Having lived between China and Italy for many years, I am confident that the ci gusta! brand is the ideal concept to bring to China and further the authentic Italian restaurant experience for the Chinese public, added Yang Yang, CEO Nina Food Ltd. “Our entire team is very excited about this agreement and we are anxious to dedicate our time and energy into this new project, starting from the next three upcoming openings".
"Today, ci gusta! is present in 20 countries with 45 stores" adds Massimo Barbieri, Retail & Franchising Director of ci gusta! " As we look to the New Year, 2014 will have marked important milestones for the brand for two main reasons: first, we consolidated the structure of the brand (we had 32 outlets at the end of 2013) and, with the signing of this agreement, our international development became a primary focus and new direction for us. In 2015, we will continue on this path, working to find important partners who can become our master franchisees in new markets".
The next three ci gusta! openings in China are forecasted for the end of February, two in Shanghai , and one in Cixi Binhu.
Nina Food Ltd. is wholly owned by Shanghai Nina Food Ltd., a company listed on the Shanghai Equities Exchange. 

For further information please contact: 
Dott.ssa Rachele Soliani 
r.soliani@cigusta.com; 
+39 0522 394 430 

lunedì 17 novembre 2014

Regole...


Radio FRANCHISING.IT

Radio Franchising.it 
la puoi ascoltare su:
http://www.radiofranchising.it/index.html

Radiofranchising.it è la WebRadio di riferimento del settore , in diretta giornalmente un team di esperti fornisce tutte le informazioni per aprire un negozio o un'attività in franchising 

tra le diverse opportunità proposte dal mercato nazionale ed internazionale. 

CHI SIAMO
Che cos'è un franchising
Potremmo fare dei tecnicismi o semplicemente un copia incolla da Wikipedia ma lo potete fare anche voi. 
Invece vorremmo trasmettervi la nostra esperienza. Fatta da tante attività aperte da tante ore di radio in Fm fatta di tutto quello che servirà anche a voi che volete trovare il franchising giusto ma anche a chi vuole trovare l affiliato giusto. Un punto di contatto ideale per chiunque.
Un franchising è un azienda che si è evoluta che ha fatto successo che non è rimasta inerme,  è fatta da un piccolo commerciante con il cuore  grande con la voglia di avere e fare di più.  Un franchising è un desiderio è un sogno ma non è e non può rimanere più una semplice azienda. Se si ha la voglia di crescere e non si è gretti ma bensì altruisti con la voglia di condividere i propri valori e i propri successi se non si è gelosi di dover replicare la propria bellezza appannaggio anche del prossimo,  se si è in grado di crearsi uno staff di persone utili a divulgare il know how allora si può diventare franchisor e semplicemente trasmettere il proprio credo commerciale . Avere la forza di crescere, commercialmente parlando, equivale a un sacrifico enorme.  
E tutto questo non si fa per danaro ma per la soddisfazione
di veder realizzato un grande SOGNO!!!

Resp. Roberto Zaccagnini 3888167642

o scrivi a : info@radiofranchising.it

sabato 15 novembre 2014

INFRANCHISING2015 - il mondo dell'affiliazione secondo "Millionaire"

Allegato della rivista Millionaire ( nov 2014)
Cos'è ILFRANCHISING - Il franchising o affiliazione commerciale, è una formula di collaborazione tra imprenditori per la distribuzione di servizi e/o beni, indicata per chi desidera avviare una nuova impresa ma non vuole partire da zero, e preferisce affiliare la propria impresa a un marchio già affermato. Il franchising è infatti un accordo di collaborazione che vede da una parte un'azienda con una formula commerciale consolidata (affiliante o franchisor) e dall'altra una società o persona fisica (affiliato o franchisee) che aderisce a questa formula.

LA PREFAZIONE (di Luca Fumagalli) - E' ora di lasciarsi alle spalle il lungo periodo della crisi e parlare di futuro. I migliori imprenditori hanno ormai smesso di piangere sul latte versato e cominciano a guardare aventi, alle grandi opportunità che la ripresa può offrire. In uno scenario economico ancora tutto da decifrare, sia nel mercato interno si in quelli internazionali, tra le poche certezze ce n'è una che riguarda proprio la formula del franchising, in grado di recitare un ruolo da protagonista per i prossimi decenni. Vediamo perché…
altri argomenti trattati nella prefazione:
- "meglio sbagliare da soli o far bene in compagnia?"
- "L'unione fa la forza"
- "Flessibili si vince"
- "win, win, win"

L'AUTORE 
Luca Fumagalli tra il 1985 e il 1987, nella duplice veste di imprenditore nell’azienda di abbigliamento di famiglia e di studente universitario comincia ad interessarsi ad argomenti legati alla distribuzione commerciale ed al franchising.
Ben presto decide di applicare questa formula innovativa: dal 1987 al 1988 ristruttura la propria impresa, organizzando un progetto di franchising di produzione.
Nel 1988 inaugura il primo di una ventina di punti vendita in franchising che costituiscono una piccola catena specializzata in abbigliamento femminile di target medio-alto.
Nel 1990 avvia la carriera giornalistica, di pari passo con la propria attività, contribuendo alla nascita della rivista Millionaire, oggi una delle pubblicazioni di argomento economico più note e diffuse in Italia, in particolare ideando e sviluppando la sezione franchising alla quale collabora mensilmente.
Le sempre più numerose richieste di interventi ad alta specializzazione sui singoli progetti da parte di imprese e di privati ed il progressivo approfondimento delle problematiche del franchising e della distribuzione commerciale diventano oggetto di una specifica attività professionale.
Nel gennaio 1996 fonda DIF – Developing International Franchise.
Nel 1997 acquisisce dall’Inghilterra una licenza Master di distribuzione in franchising.
Nel marzo del 2007, trasforma DIF in DIF & CO. S.r.l., consolidando le attività legate al franchising, consulenza e distribuzione, in un’unica struttura.

IN SOMMARIO:
- il focus sul settore
- 10 passi per scegliere bene
- 11 step per aprire
- i social e la comunicazione
- il portale
- la community
- le associazioni e il calendario delle fiere
- 27 marchi selezionati per voi

domenica 2 novembre 2014

"Franchising - affiliarsi conviene?" di Cristina Ravazzi

Il Sistema Franchising nasce in Francia nel 1929, negli Stati Uniti agli inizi degli anni trenta e per vedere i primi segnali in Italia dobbiamo aspettare il 1970; anche se per il vero boom dobbiamo aspettare la metà degli anni 80.
Nonostante siano passati diversi decenni restano ancora tante informazioni da dare soprattutto sulla sua applicazione. Essendo un "modello" per funzionare bene ha bisogno di regole e procedure che di volta in volta vanno personalizzate in base alla tipologia di attività; ma la cosa più importante da capire, accettare e soprattutto condividere è il principio di "affiliazione" dove cioè "affiliante" e "affiliato" collaborano insieme per un obiettivo comune.
Sul Franchising c'è ancora molta diffidenza per colpa di chi, in passato, ha strumentalizzato in modo negativo questo modello, i cosiddetti "furbi" siano essi "affilianti" che hanno illuso aspiranti imprenditori per raggiungere profitti a breve termine a discapito degli affilianti; ma anche alcuni "affiliati" che credendo di speculare attraverso brand affermati hanno rovinato l'immagine dell'affiliante. A questo proposito ed a tutela di affilianti, affiliati e soprattutto consumatori finali, in Italia è stata pubblicata una Legge che disciplina il Sistema Franchising (Legge 129 del 6 maggio 2004).

A questo proposito è molto interessante il libro di Cristina Ravazzi "Franchising - affiliarsi conviene?". Più di un semplice libro, un vero manuale su come orientarsi sul mondo del Franchising. La domanda che riporta nel titolo può sembrare provocatoria ma in realtà è una delle prime che bisogna porsi: in quanto il Franchising non è per tutti, e non tutti sono fatti per il Franchising. Questa affermazione è valida sia per l'affiliante, per l'affiliato ma anche per le aziende fornitrici.

Il libro si divide in diverse sezioni, vediamo le principali:
- che cos'è e come funziona, quali problemi aiuta a risolvere e quali opportunità contribuisce a sviluppare
- il Franchising è un gioco di squadra
- diritti e doveri delle parti
- pro e contro del franchising
- il franchising fa per noi?
- come individuare il Franchising più adatto a noi
- Che cosa appurare relativamente ai sistemi franchising selezionati
- il contratto franchising visto dalla parte dell'affiliato
- il manuale operativo
- ecc.

Molto interessante la sezione "Le parole del franchising" dove imparare lo "slang" di questo sistema.
Un libro destinato a chi vuole avvicinarsi al mondo del Franchising, ma anche agli addetti ai lavori, perché sul Franchising c'è sempre da imparare e da informarsi…
Buona lettura.
Dante D'Alfonso

scheda del libro
"Franchisng - affiliarsi conviene?" (ed Franco Angeli) Questo libro è rivolto a tutti coloro che sono interessati al franchising e che intendono cogliere le crescenti opportunità di sviluppo aziendale e professionale che esso consente: aspiranti affiliati, franchisee, aziende affilianti attuali e potenziali, consulenti e professionisti. 
Questo volume, la cui ottica è principalmente quella dell'affiliato, ha innanzitutto l'obiettivo di fornire a chi ha intenzione di affiliarsi uno strumento pratico, chiaro ed essenziale per comprendere che cos'è il franchising e come funziona e quali ne sono i pro e i contro. 
Esso intende anche costituire un utile riferimento per l'analisi e la scelta del sistema di franchising oggettivamente e soggettivamente più adeguato al proprio caso specifico, offrendo tutta una serie di spunti e di interrogativi, anche sotto forma di sintetiche check-list, utili per analizzare meglio i vincoli e le opportunità dei sistemi di franchising di proprio interesse. 
I primi capitoli sono dedicati all'analisi di come funziona il franchising, delle opportunità che offre e dei problemi che comporta, nonché del contributo e degli impegni delle parti; mentre la parte più cospicua del libro è incentrata sulle analisi che occorre effettuare prima di affiliarsi: dall'analisi della propria predisposizione personale e professionale, alla scelta del settore e dell'insegna, alla raccolta delle informazioni e, in particolare, all'analisi e alla valutazione dei sistemi di franchising selezionati e delle aziende affilianti: esperienza, struttura organizzativa, offerta commerciale, immagine, know-how, servizi e assistenza, formazione, punto di vendita e visual merchandising, comunicazione, promozione-vendite, eccetera.
Gli ultimi capitoli sono infine dedicati al manuale operativo e al contratto. 


l'autrice
CRISTINA RAVAZZI -  svolge attività di consulenza, ricerca e sviluppo professionale in campo marketing, distributivo-commerciale e visual merchandising per aziende commerciali e industriali, enti, associazioni di categoria e organizzazioni. Collabora a diverse riviste. Ha scritto: Visual merchandising: per sviluppare la vendita visiva nei punti di vendita di ogni tipo e dimensione,Visual merchandising per la farmaciaVisual merchandising per la cartoleria e l'ufficioVisual merchandising per il bambino e la prima infanziaUn visual merchandising su misura per l'abbigliamentoUn visual merchandising per i casalinghi, e La vendita assistita oggi nel commercio. E ha curato l'edizione italiana di diversi libri editi da FrancoAngeli.

Storia del Franchising

L’origine del termine “franchising” risale alla parola francese “franchise” (franchigia), che nel Medio Evo
indicava la concessione di un privilegio da parte di un sovrano, con il quale si rendevano autonomi sia gli Stati sia i cittadini. Oggi franchising indica un contratto tra un imprenditore, denominato “franchisor”, che concede ad un altro imprenditore, “franchisee”, il diritto di esercitare un’attività di servizi, produzione di beni o rivendita di prodotti, utilizzando il marchio e l’insegna del frachisor stesso.
Sulle origini dei primi contratti d’associazione, il cui spirito avrebbe dato origine a quello che poi si chiamerà franchising, esistono due teorie discordanti: per alcuni tutto è cominciato negli Usa con i “gerenti associati” organizzati da F: Woolworth; per Dolby, invece, il franchising è nato contemporaneamente, intorno al 1929, sulle due coste dell’Oceano Atlantico: in Francia e negli Stati Uniti.
In Francia presso il lanificio di Roubaix, il titolare Jean Prouvost aveva incaricato un giovane ingegnere del suo staff, Philippe Bourguignon, di dare vita alla prima grande catena di magazzini specializzati nella vendita di lane da lavorare a maglia: le “Laines du Pingouin”, con l’obiettivo di assicurare allo stabilimento appena costruito il rapido smaltimento della produzione di filati. Questi associò un certo numero di dettaglianti indipendenti al produttore mediante un contratto che garantiva loro l’esclusività del marchio, peraltro lanciato e sostenuto da molteplici campagne pubblicitarie, in una zona territoriale ben definita e ben delimitata. Tale contratto, a quell’epoca, non si chiamava ancora contratto di franchising, ma, nelle sue grandi linee, ne aveva già le caratteristiche e lo spirito. All’inizio della seconda guerra mondiale, nel 1939, la rete Pingouin contava ben 350 franchisee mentre oggi, solo in Francia, esistono oltre 1.200 punti vendita.
Negli Usa, agli inizi degli anni Trenta, l’industria automobilistica si scontrava invece con l’applicazione delle leggi antitrust che proibivano, tra l’altro, ai costruttori l’integrazione verticale con rivenditori . Per aggirare tale normativa il direttore generale della General Motors mise a punto, con i legali dell’azienda, un contratto che associava in modo più liberale i rivenditori di auto con la casa madre. Ebbe origine così il primo contratto di franchising americano.
Questa doppia origine del franchising ha la sua importanza nella storia del sistema. Individua già due vie di sviluppo, da una e dall’altra parte dell’Atlantico. Seppure coetanei, è stato comunque il franchising americano la causa dello sviluppo rapido di quello europeo (in particolare francese) a partire dagli anni Settanta 
La data di nascita del franchising italiano è quella del 18 settembre 1970, quando un’azienda della grande distribuzione, la Gamma d.i., inaugurò a Fiorenzuola il primo di 55 punti vendita gestiti direttamente da una decina d’affiliati. La Gamma d.i. offriva ai propri affiliati una serie di servizi: sopralluogo da parte dei propri funzionari; progettazione ed assistenza tecnica per l’allestimento del magazzino, istruzioni per il personale direttivo e per quello di vendita, allestimento commerciale dell’unità di vendita, assistenza per il lancio di apertura e l’inaugurazione dell’unità. Per contro al potenziale affiliato si richiedeva una superficie di vendita di almeno 350 mq, di una licenza di magazzino a Prezzo Unico e di un capitale di 25/30 milioni.
tratto dal sito di "Assofranchising"

domenica 19 ottobre 2014

"Il Profit Management della ristorazione" di Vittorio Molinari

"Un libro che consiglio a chi ha un'attività di ristorazione, a chi vuole aprirla ed a chi opera in questo settore sia direttamente o attraverso sistemi in franchising" . Di solito questa è una frase che uso alla fine di un commento, una recensione; ma in questo caso ho fatto un'eccezione perché questo libro se lo merita tutto.
Chi mi conosce sa anche non mi sbilancio facilmente in elogi gratuiti.
Prima di questa lettura non conoscevo ne l'autore, ne il titolo del libro; l'ho scoperto così per caso (come mi capita spesso) mentre mi aggiravo in una libreria; ed io che sono un appassionato di ristorazione ed organizzazione aziendale, ne sono stato attratto, incuriosito di leggere e "vedere" come era stato trattato questo argomento così particolare…

Spesso, purtroppo, assisto a come alcune persone (imprenditori o addetti ai lavori) si pongono verso questo tipo di attività. Un'attività, la ristorazione, che dal di fuori sembra facile ed accessibile a tutti, anche senza formazione, esperienza e preparazione specifica. Nulla di più sbagliato. "Richiede conoscenza, dedizione, perseveranza, passione e non ultimo, tempo"; come viene anche spiegato nel libro da Vittorio Molinari.
La ristorazione è cambiata, l'offerta di ristorazione è cambiata (non si mangia più solo a pranzo e cena, ma in diversi momenti della giornata), i clienti sono cambiati: sono più esigenti e più severi.

Troppe volte le aziende ristorative a gestione famigliare (o non organizzate) non si danno un taglio manageriale, e tra i principali punti debolezza l'autore del libro riscontra i seguenti:
1) assenza di un sistema amministrativo
2) le voci di spesa operative principali sono alte rispetto ai ricavi
3) il menu
4) inventario
5) consumi di food & beveraggi troppo alti
6) raccolta dati assente
7) errato inserimento di dati
8) sbilanciamento finanziario
9) scarsa capacità manageriale
10) errata interpretazione del bilancio periodico

Il libro, come dicevo all'inizio di questa mia riflessione è ben fatto e ben strutturato. L'autore mette in evidenza gli aspetti fondamentali di un'azienda di ristorazione (qualunque essa sia) evidenziando un modello diviso in otto parti (capitoli):
1) avviare un'attività ristorativa
2) realizzazione e start up del ristorante
3) i numeri della ristorazione
4) acquisti ed immagazzinamento
5) un pricing di successo
6) il revenue management per la ristorazione
7) il profit management della ristorazione
8) elementi di efficienza

Per chi mi conosce, sa quanto sono appassionato a questo settore, alla sua organizzazione ed al servizio al cliente. Mi sono sorpreso piacevolmente nello scoprire che le mie esperienze professionali, i miei continui studi ed aggiornamenti, trovano un riscontro reale e tangibile in queste pagine scritte in maniera professionale ed obiettiva da Vittorio Molinari.

Che dire ancora: buona lettura e buon business… :)
Dante D'Alfonso
"… E' un mestiere tra i più antichi che, per sua natura non morirà mai ma che richiede tempo, conoscenza, competenza, pazienza e tanta capacità, soprattutto quella di saper interagire con le Persone. Se lo si facesse con passione tutto questo sarebbe più semplice".

Scheda del libro
"IL PROFIT MANAGEMENT DELLA RISTORAZIONE -Massimizzare i profitti integrando alle tecniche di revenue il cost controlling" (ed Franco Angeli - 16,00 euro) - Per gestire con successo qualunque attività ristorativa è fondamentale mettere in connessione fra loro, nella giusta prospettiva, costi e ricavi: tuttavia, questa regola basilare si traduce nella prassi in un costante e puntuale lavoro di "Profit management" non sempre semplice…
Da un lato, infatti, per ottenere dati precisi e immediati sull'andamento delle spese, occorre attuare operazioni di "cost controlling" ricorrendo ad indici di performance e di costo dei piatti, incidenze percentuali delle materie prime e loro rapporto con le altre voci di costo; dall'altro, per monitorare i volumi dei ricavi e dell'occupazione, occorre impostare un "revenue management" che utilizzi indici sulle vendite e valutazioni sul pricing.
E' facile capire, quindi, come per l'imprenditore o il manager sia centrale padroneggiare dati e numeri della propria attività. Ecco perché questo testo offre un analisi di tutti i passi in cui si nascondono le insidie maggiori: dall'apertura al business plan, dal piano marketing alla scelta e gestione dei fornitori e dell'inventario, alle tecniche di vendita. 
Uno strumento utilissimo per tutti coloro che, in modo trasversale, si occupano di gestione di un'attività ristorativa o che operano nel mondo dell'ospitalità.

L'autore
VITTORIO MOLINARI - consulente e formatore, è esperto nel settore turistico, alberghiero e della ristorazione. Ha maturato una pluriennale esperienza in Italia e all'estero in alberghi individuali e di catena, tra cui Four Seasons, Radisson SAS e Marriott, ricoprendo ruoli di direzione, management e di responsabile all'interno dei reparti meeting&congress, room division e food&beverage.

martedì 30 settembre 2014

Cos'è il Franchising?

tratto dal sito di ASSOFRANCHISING

Il Franchising o Affiliazione commerciale è una forma di collaborazione continuativa per la
distribuzione di beni o servizi fra un imprenditore, affiliante o franchisor, e uno o più imprenditori, affiliati o franchisee, giuridicamente ed economicamente autonomi ed indipendenti l’uno dall'altro, che stipulano un apposito contratto attraverso il quale:
  • L'affiliante concede all'affiliato l'utilizzazione della propria formula commerciale, comprensiva deldiritto di sfruttare il suo know-how (l'insieme delle tecniche e delle conoscenze necessarie) ed i propri segni distintivi, unitamente ad altre prestazioni e forme di assistenza atte a consentire all'Affiliato la gestione della propria attività con la medesima immagine dell'impresa Affiliante.
  • L'affiliato si impegna a far proprie politica commerciale e immagine dell'affiliante nell'interesse reciproco delle parti medesime e del consumatore finale, nonché al rispetto delle condizioni contrattuali liberamente pattuite.
Le tipologie di franchising sono tre:
  • Franchising di distribuzione: presuppone che l'affiliante abbia messo a punto e sperimentato delle tecniche e dei metodi commerciali costituenti il know-how che egli trasferirà al suo affiliato. A fronte dell'uso dei marchi, dei servizi resi e dei beni forniti l'affiliante chiede all'affiliato un corrispettivo sotto forma di diritto di entrata e/o di canoni periodici (royalties).
  • Franchising di servizi: un sistema nel quale l'affiliato non vende alcun prodotto, ma offre la prestazione di servizi inventati, messi a punto e sperimentati dall'affiliante. Il campo di attività di questo sistema è molto vario, andando dalla ristorazione (ristoranti, pizzerie, rosticcerie, gelaterie, bar, ecc.) alle attività turistiche e del tempo libero (alberghi, villaggi vacanze, agenzie di viaggi, campeggi, centri sportivi, ecc.), dalla stampa e riproduzione rapida agli istituti di bellezza e ai parrucchieri, dai servizi di consulenza professionale agli istituti di istruzione e formazione, dall’ intermediazione immobiliare all'autonoleggio, ecc.
  • Franchising industriale: in questo sistema i partner affiliante e affiliato, sono due imprese industriali. Il primo concede all'altro la licenza dei brevetti di fabbricazione ed i marchi, gli trasmette la sua tecnologia, gli assicura un'assistenza tecnica costante. Il secondo, l'affiliato, fabbrica e commercializza le merci prodotte dal proprio stabilimento applicando il know-how e le tecniche di vendita dell'affiliante.
Aprire un’attività in franchising offre differenti vantaggi quali: la riduzione del rischio di fallimento, in quanto un franchisor ha provato e testato il business concept sul mercato e gran parte dei difetti sono già stati risolti riducendo così al minimo i rischi per il franchisee; lo sfruttamento dei benefici derivanti dalle economie di scala, visto che tutti i franchisee insieme possono comprare a condizioni migliori ed ad un minor costo rispetto ad un business individuale; il supporto di promozione e pubblicità da parte della casa madre; un know-how già sperimentato da apprendere, aumentando considerevolmente le probabilità di avere successo, un sistema di business collaudato e prodotti/servizi già testati sul mercato; l’ assistenza nella gestione manageriale ed amministrativa, con corsi di aggiornamento e formazione.
Per quanto riguarda le modalità di affiliazione, queste dipendono dalla tipologia del prodotto o del servizio proposto dall’affiliante, tuttavia dal 6 maggio 2004 è in vigore legge la n.129 che disciplina il sistema di collaborazione commerciale tra le imprese.
Il sistema franchising tutela la cultura d’impresa e l’etica commerciale creando un circolo virtuoso tra le due parti, il franchisee ed il franchisor, che si traduce in un rapporto tra partner.
La formula del franchising riesce a far convivere l’organizzazione aziendale delle grandi imprese franchisor e la flessibilità delle microimprese franchisee, peculiarità che la rende particolarmente adatta ad affrontare i momenti di crisi dell’economia.
L’alleanza fra il singolo imprenditore commerciale e impresa organizzata rappresenta una combinazione vincente sia per lo sviluppo, sia per la resistenza ai momenti di difficoltà.

MILLIONAIRE



ASSOFRANCHISING



INVITALIA



Legge sul Franchising - Legge 6 maggio 2004, n. 129

Legge 6 maggio 2004, n. 129

"Norme per la disciplina dell’affiliazione commerciale"
pubblicata nella Gazzetta Ufficiale n. 120 del 24 maggio 2004
Art. 1.
(Definizioni)
1. L’affiliazione commerciale (franchising) è il contratto, comunque denominato, fra due soggetti giuridici, economicamente e giuridicamente indipendenti, in base al quale una parte concede la disponibilità all’altra, verso corrispettivo, di un insieme di diritti di proprietà industriale o intellettuale relativi a marchi, denominazioni commerciali, insegne, modelli di utilità, disegni, diritti di autore, know-how, brevetti, assistenza o consulenza tecnica e commerciale, inserendo l’affiliato in un sistema costituito da una pluralità di affiliati distribuiti sul territorio, allo scopo di commercializzare determinati beni o servizi.
2. Il contratto di affiliazione commerciale può essere utilizzato in ogni settore di attività economica.
3. Nel contratto di affiliazione commerciale si intende:
a) per know-how, un patrimonio di conoscenze pratiche non brevettate derivanti da esperienze e da prove eseguite dall’affiliante, patrimonio che è segreto, sostanziale ed individuato; per segreto, che il know-how, considerato come complesso di nozioni o nella precisa configurazione e composizione dei suoi elementi, non è generalmente noto né facilmente accessibile; per sostanziale, che il know-how comprende conoscenze indispensabili all’affiliato per l’uso, per la vendita, la rivendita, la gestione o l’organizzazione dei beni o servizi contrattuali; per individuato, che il know- how deve essere descritto in modo sufficientemente esauriente, tale da consentire di verificare se risponde ai criteri di segretezza e di sostanzialità;
b) per diritto di ingresso, una cifra fissa, rapportata anche al valore economico e alla capacità di sviluppo della rete, che l’affiliato versa al momento della stipula del contratto di affiliazione commerciale;
c) per royalties, una percentuale che l’affiliante richiede all’affiliato commisurata al giro d’affari del medesimo o in quota fissa, da versarsi anche in quote fisse periodiche;
d) per beni dell’affiliante, i beni prodotti dall’affiliante o secondo le sue istruzioni e contrassegnati dal nome dell’affiliante.
Art. 2
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(Ambito di applicazione della legge)
1. Le disposizioni relative al contratto di affiliazione commerciale, come definito all’articolo 1, si applicano anche al contratto di affiliazione commerciale principale con il quale un’impresa concede all’altra, giuridicamente ed economicamente indipendente dalla prima, dietro corrispettivo, diretto o indiretto, il diritto di sfruttare un’affiliazione commerciale allo scopo di stipulare accordi di affiliazione commerciale con terzi, nonché al contratto con il quale l’affiliato, in un’area di sua disponibilità, allestisce uno spazio dedicato esclusivamente allo svolgimento dell’attività commerciale di cui al comma 1 dell’articolo 1.
Art. 3.
(Forma e contenuto del contratto)
1. Il contratto di affiliazione commerciale deve essere redatto per iscritto a pena di nullità.
2. Per la costituzione di una rete di affiliazione commerciale l’affiliante deve aver sperimentato sul mercato la propria formula commerciale.
3. Qualora il contratto sia a tempo determinato, l’affiliante dovrà comunque garantire all’affiliato una durata minima sufficiente all’ammortamento dell’investimento e comunque non inferiore a tre anni. È fatta salva l’ipotesi di risoluzione anticipata per inadempienza di una delle parti.
4. Il contratto deve inoltre espressamente indicare:
a) l’ammontare degli investimenti e delle eventuali spese di ingresso che l’affiliato deve sostenere prima dell’inizio dell’attività;
b) le modalità di calcolo e di pagamento delle royalties, e l’eventuale indicazione di un incasso minimo da realizzare da parte dell’affiliato;
c) l’ambito di eventuale esclusiva territoriale sia in relazione ad altri affiliati, sia in relazione a canali ed unità di vendita direttamente gestiti dall’affiliante;
d) la specifica del know-how fornito dall’affiliante all’affiliato;
e) le eventuali modalità di riconoscimento dell’apporto di know-how da parte dell’affiliato; f) le caratteristiche dei servizi offerti dall’affiliante in termini di assistenza tecnica e
commerciale, progettazione ed allestimento, formazione;
g) le condizioni di rinnovo, risoluzione o eventuale cessione del contratto stesso.
Art. 4.
(Obblighi dell’affiliante)
1. Almeno trenta giorni prima della sottoscrizione di un contratto di affiliazione commerciale l’affiliante deve consegnare all’aspirante affiliato copia completa del contratto da sottoscrivere, corredato dei seguenti allegati, ad eccezione di quelli per i quali sussistano obiettive e specifiche esigenze di riservatezza, che comunque dovranno essere citati nel contratto:
a) principali dati relativi all’affiliante, tra cui ragione e capitale sociale e, previa richiesta dell’aspirante affiliato, copia del suo bilancio degli ultimi tre anni o dalla data di inizio della sua attività, qualora esso sia avvenuto da meno di tre anni;
b) l’indicazione dei marchi utilizzati nel sistema, con gli estremi della relativa registrazione o del deposito, o della licenza concessa all’affiliante dal terzo, che abbia eventualmente la proprietà degli stessi, o la documentazione comprovante l’uso concreto del marchio;
c) una sintetica illustrazione degli elementi caratterizzanti l’attività oggetto dell’affiliazione
commerciale;
d) una lista degli affiliati al momento operanti nel sistema e dei punti vendita diretti
dell’affiliante;
e) l’indicazione della variazione, anno per anno, del numero degli affiliati con relativa
ubicazione negli ultimi tre anni o dalla data di inizio dell’attività dell’affiliante, qualora esso sia avvenuto da meno di tre anni;
f) la descrizione sintetica degli eventuali procedimenti giudiziari o arbitrali, promossi nei confronti dell’affiliante e che si siano conclusi negli ultimi tre anni, relativamente al sistema di affiliazione commerciale in esame, sia da affiliati sia da terzi privati o da pubbliche autorità, nel rispetto delle vigenti norme sulla privacy.
2. Negli allegati di cui alle lettere d), e) ed f) del comma 1 l’affiliante può limitarsi a fornire le informazioni relative alle attività svolte in Italia. Con decreto del Ministro delle attività produttive, da emanare entro novanta giorni dalla data di entrata in vigore della presente legge, sono definite le informazioni che, in relazione a quanto previsto dalla predette lettere d), e) ed f), dovranno essere fornite dagli affilianti che in precedenza abbiano operato esclusivamente all’estero.
Art. 5.
(Obblighi dell’affiliato)
1. L’affiliato non può trasferire la sede, qualora sia indicata nel contratto, senza il preventivo consenso dell’affiliante, se non per causa di forza maggiore.
2. L’affiliato si impegna ad osservare e a far osservare ai propri collaboratori e dipendenti, anche dopo lo scioglimento del contratto, la massima riservatezza in ordine al contenuto dell’attività oggetto dell’affiliazione commerciale.
Art. 6.
(Obblighi precontrattuali di comportamento)
1. L’affiliante deve tenere, in qualsiasi momento, nei confronti dell’aspirante affiliato, un comportamento ispirato a lealtà, correttezza e buona fede e deve tempestivamente fornire, all’aspirante affiliato, ogni dato e informazione che lo stesso ritenga necessari o utili ai fini della stipulazione del contratto di affiliazione commerciale, a meno che non si tratti di informazioni oggettivamente riservate o la cui divulgazione costituirebbe violazione di diritti di terzi.
2. L’affiliante deve motivare all’aspirante affiliato l’eventuale mancata comunicazione delle informazioni e dei dati dallo stesso richiesti.
3. L’aspirante affiliato deve tenere in qualsiasi momento, nei confronti dell’affiliante, un comportamento improntato a lealtà, correttezza e buona fede e deve fornire, tempestivamente ed in modo esatto e completo, all’affiliante ogni informazione e dato la cui conoscenza risulti necessaria o opportuna ai fini della stipulazione del contratto di affiliazione commerciale, anche se non espressamente richiesti dall’affiliante.
Art. 7.

(Conciliazione)
1. Per le controversie relative ai contratti di affiliazione commerciale le parti possono convenire che, prima di adire l’autorità giudiziaria o ricorrere all’arbitrato, dovrà essere fatto un tentativo di conciliazione presso la camera di commercio, industria, artigianato e agricoltura nel cui territorio ha sede l’affiliato. Al procedimento di conciliazione si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 38, 39 e 40 del decreto legislativo 17 gennaio 2003, n. 5, e successive modificazioni.
Art. 8.
(Annullamento del contratto)
1. Se una parte ha fornito false informazioni, l’altra parte può chiedere l’annullamento del contratto ai sensi dell’articolo 1439 del codice civile nonché il risarcimento del danno, se dovuto.
Art. 9.
(Norme transitorie e finali)
1. Le disposizioni della presente legge si applicano a tutti i contratti di affiliazione commerciale in corso nel territorio dello Stato alla data di entrata in vigore della legge stessa.
2. Gli accordi di affiliazione commerciale anteriori alla data di entrata in vigore della presente legge se non stipulati a norma dell’articolo 3, comma 1, devono essere formalizzati per iscritto secondo le disposizioni della presente legge entro un anno dalla predetta data. Entro lo stesso termine devono essere adeguati alle disposizioni della presente legge i contratti anteriori stipulati per iscritto.
3. La presente legge entra in vigore il giorno successivo a quella della sua pubblicazione nella
Gazzetta Ufficiale.